Una giuria di regime per la ginnastica ritmica

By deporto
La giuria

La giuria

E’ pur vero che si poteva mettere in conto qualche imparzialità da parte della giuria, tuttavia era difficilmente prevedibile uno scandalo di tale entità, in cui si è favorito platealmente una Cina con un esercizio senza troppe pretese, presentatasi ai Giochi con l’ottavo posto e giunta miracolosamente seconda, una Russia pur sempre temibile ma in quest’occasione imperfetta  e decisamente sopravvalutata, ed una Bielorussia danneggiata anch’essa rispetto alle precedenti ma favorita rispetto alle azzurre cui, come dirà l’allenatrice Maccarani,  sarebbe stato stretto addirittura il bronzo. Sostanzialmente non sono state valutate correttamente le difficoltà degli esercizi e le rispettive esecuzioni, soprattutto in cerchi e clavette.

Il podio che ne deriva è impietoso; Oro alle russe con 35,550 punti, argento alle cinesi con 35,225, bronzo alle bielorusse con 34,900 ed infine solo il quarto posto alle italiane con 34,425 punti, che pure venivano dall’argento di Atene e si presentavano con grandi ambizioni, confermate peraltro da esecuzioni eccellenti.

Purtroppo fra i molti limiti di questa disciplina quello più difficile da sopportare per chi la pratica e si impegna con enormi sacrifici per anni, è  il fatto che questa non sia misurata come la maggior parte delle altre (dove pure non sono rari i casi di favoritismo) bensì giudicata da persone condizionabili o peggio corruttibili. Considerazioni ovvie queste, che hanno richiesto l’intervento del presidente federale Riccardo Agabio, che arriva a dichiarare: “Il podio era stato deciso mesi fa. Al presidente della Federazione internazionale, Bruno Grandi, dico chiaramente che bisogna trovare una soluzione per tutto questo, altrimenti sarà un fallimento”

Tanto perché i “reggenti” continuano a sostenere che sport e politica devono mantenersi su piani separati, la Santoni giustamente osserverà amaramente: “e’ difficile competere con la politica…” ed alle spalle dei tanti atleti che si giocano anni di impegno la Cina continua la sua corsa inarrestabile al primato in questo che sta diventando un  lungo spot televisivo di regime impartito al mondo.

La parola alla giuria.

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